Primo giorno di scuola

Primo giorno di scuola life coaching Alessandro VianelloPrimo giorno di scuola

Il primo giorno di scuola porta con sé un’emozione dal sapore antico.

Ricordo giorni di noiosissime minacce preventive, pomeriggi a cercare copertine per rivestire i libri e grembiulini azzurri da provare.

“Chissà chi avrò in classe… come sarà la maestra… dove riuscirò a prendere posto…”.

Sulla posizione davanti, dietro o centrale si potrebbero sprecarsi fiumi d’inchiostro digitale.

Si spaziava tra i perentori “Tu siediti davanti!” di mamma ai funambolici “dietro è meglio perché puoi fare casino senza essere beccato” degli amici,

anche se il livello di approfondimento sul tema raggiungeva vette insospettabili con guelfi, ghibellini e bipartisan, o se preferisci, ex democristiani/renziani.

Guelfi (prima fila Sky)

Se ti siedi davanti in realtà puoi copiare meglio perché la maestra a volte si sposta e guarda soprattutto gli ultimi banchi.

Poi sederti davanti ti fa partire con mezzo voto in più perché dimostra il tuo desiderio di fare bene e di essere protagonista del percorso didattico.

Ti basta studiare forte all’inizio e poi vivi di rendita.

Se prenderai un brutto voto sarà sempre considerata un’eccezione o un evento fortuito fuori dal tuo controllo, della serie ‘stavi male’ oppure ‘avevi grossi problemi familiari’ e comunque ‘una giornata no può succedere a tutti’.

Paradossalmente è il posto migliore per farsi gli affari tuoi.

Pro: apprendimento, considerazione insegnanti, paraculaggine estesa.

Contro: rischio reputazionale di essere etichettato come secchione, lesso, bigotto, devoto al potere e quindi emarginato dalla vera vita.

Ghibellino (ultimi posti limonata libera)

Sedersi dietro significa prima di tutto dare un messaggio di togaggine ai compagni e soprattutto alle compagne (per chi è maschio).

Non hai paura dell’autorità precostituita, puoi essere visto come un ribelle, hai il controllo visivo di tutta la classe, puoi colpire impunitamente con gomme, carte e cerbottana tutti i compagni senza che nessuno ti veda.

Il tragitto che l’insegnante fa per raggiungerti ti permette di eliminare ogni prova di reato, copiatura, cospirazione.

E poi, soprattutto, sedersi dietro è uno status.

Pro: fa figo.

Contro: sei nel mirino dei prof.

Bipartisan

In mezzo stai benissimo perché puoi intercettare i traffici di tutti, puoi avere più compagni con cui scambiare foglietti e ti perdi nella confusione.

Puoi colpire nell’ombra, giocare sulla tua preparazione, tenere un piede in due scarpe e soprattutto essere al centro del gossip.

Pro: in medio stat virtus, o come direbbe un mio amico sciamano, in medium stat virtus… Bologna.

Contro: senza infamia e senza lode.

Genitori e figli

Il primo giorno di scuola mette inevitabilmente a nudo lo scontro generazionale e il palese conflitto d’interessi genitori figli, ravvivando da una parte i ricordi d’infanzia di mamma e papà e dall’altra il dilemma sulla linea da seguire con i loro neo studenti.

I genitori 3.0, intrippati nelle responsabilità del ruolo, sono spesso costretti a dire cose lontanissime da quelle che loro stessi avrebbe voluto sentire da bambini.

Così, quando suona la campanella, coerenti, negazionisti, talebani e liberali si ritrovano a fare i conti con se stessi e col tempo che passa.

Coerenti

Da veri teppisti hanno il coraggio di trasferire ai loro figli tutto il know-how acquisito in lunghissimi anni di bullismo, ribellione ed allergia cronica alla scuola.

In questo caso le note saranno festeggiate con orgoglio nella piena consapevolezza che i prof sono tutti degli stronzi e che nessun genio è andato bene a scuola.

Negazionisti

Temibilissima categoria di genitori con innumerevoli scheletri scolastici nell’armadio che però rinnegano tutto evangelizzando il mondo sull’importanza assoluta della scuola, della condotta e dell’impegno.

Falsi come giuda, verranno smentiti dalla vita stessa, travolti dal contrappasso.

Talebani

Secchioni erano e secchioni resteranno.

Hanno quell’abilità innata ad andare bene a scuola e ad essere interessanti nella vita come un editoriale sull’importanza del gioco di Arrigo Sacchi sulla Gazzetta della Sport.

Disposti a comprare il primo banco per i figli ipotecando la casa, si eccitano selvaggiamente per un’interrogazione a sorpresa raggiungendo vette di piacere inaudite.

Con una metodicità paranoica esercitano un controllo siderale sui compiti e sulla condotta scolastica dei figli destinati all’emarginazione sociale.

Quando non sanno cosa fare studiano, ospitando brufoli e capigliature che sarebbero agghiaccianti per Antonio Conte.

Liberali

Consapevoli del loro frizzante percorso scolastico e della natura umana divagano senza prendere posizione.

Intimamente sperano che i figli possano essere meglio di loro invocando in segreto angeli custodi e spiriti guida.

Abilissimi nell’arte di delegare a fonti esterni i messaggi positivi sulla scuola e sull’istruzione, attendono con apparente disincanto i responsi del registro elettronico, perché l’importante è la salute.

Un saluto da un ghibellino liberale e che Dio ce la mandi buona.

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