Lago Sorapis: magia e divertimento

Lago Sorapis: magia e divertimento

Il lago Sorapis stimola… e questo racconto potrebbe chiamarsi anche “battaglia di scoregge in alta quota” oppure “metodi educativi dolomitici”.

Quando il tuo piccolo principe, in un momento particolare e con tutto il candore di cui è capace, ti dice “non c’è niente della mia vita che va come vorrei!”,  ti senti responsabile anche del crollo della borsa di Shanghai.

Ecco… in quel momento hai la netta sensazione che ogni parola sarebbe sprecata.

Ti serve un qualcosa di speciale, un aiuto esterno, una magia: il lago Sorapis.

Hockety Pockety Wockety Wack Abra Cabra Dabra Da
Mago Merlino

Intuizione

Se c’è una cosa che ho capito in questi anni di padre è che le prediche, i sermoni, i gran discorsi non servono a niente, anzi fanno presa come una mille chiodi al contrario.

In un baleno diventi quel rompiballe che da bambino hai sempre detestato nei tuoi genitori, così lontano dalla realtà che non puoi essere ascoltato, capito, seguito.

Pensi di salire in vetta nella considerazione di tuo figlio e invece stai facendo la ferrata Vandelli in pareo ed infradito con le marmotte che ti fischiano dietro.

Cancella tutto, tieni solo la magia, lo stupore, l’emozione.

Sogno

Dopo un lungo cammino vorrei vederlo a bocca aperta davanti a quell’azzurro inspiegabile dove ogni desiderio si realizza solo entrando nell’acqua.

Ho bisogno di allenarlo un po’, di stimolare una naturale propensione ai bagni gelati e di farlo impazzire dalla voglia di dormire in quota per non tornare giù nello stesso giorno.

Tranquilli, ho un piano.
Mozart

Strategia

Mini training camp Razza Piave in 5 mosse

Piave

Gita alla spiaggia di Lambioi e conseguente immersione nel fiume Sacro alla Patria (Mi Piave);

Cordevole

Per sopravvivere alle temperature tropicali italiote bagnetto nelle tiepide acque del Cordevole (diciamo non caldissimo);

Bus del Buson e.. Ardo

Per il fiato escursione al Bus del Buson, l’unico canyon gay friendly d’Italia.

Ma dov’è?

Urge telefonata al mio gps vivente, il numero 1 assoluto del turismo Dolomitico alias Sardellone Vantaggi:

“Giuli, come ci arrivo a quel posto che sembra un canyon?”

risposta: “Ma è un canyon…”

Ah ah ah.

Già che ci siamo proseguiamo fino all’Ardo dove il piccolo si tuffa di testa confermando di essere Razza Piave doc.

“Papà, non sento più niente…”.

Tranquillo adesso ti si staccheranno la braccia e le gambe, ma solo dove che avrai salutato per sempre pisellino e palline.

Rifugio BRUTO Carestiato

Dal passo Duran fino al Carestiato, un’oretta di camminata nel bosco, 234 metri di ascesa, ottimo allenamento per il lago Sorapis.

Cena in rifugio e musica per le mie orecchie: “Papà, voglio dormire qui al Bruto!”.

Ma tatone, non ho preso i soldi, dobbiamo tornare giù, qui le camerate sono proprio brute, ci fermeremo a dormire in rifugio un’altra volta, in un posto ancora più bello…

hi hi hi, il mio piano comincia a funzionare…

Per fortuna mi salvano le caprette qualche passo di sotto e torniamo a casa.

Funbob ad Auronzo

Scendiamo come dei missili.

In realtà il vero obiettivo della giornata è arrivare al passo Tre Croci ed incamminarci per l’Innominato Lago Sorapis.

La magia, si sa, richiede una preparazione, un’attesa ed una sorpresa.

Verso l’alto

Sotto la minaccia di fare tutti i compiti delle vacanze in un giorno solo, alle 14:30 il piccolo nano si mette in cammino al mio fianco borbottando dopo 10 secondi: “Quando arriviamo?”.

Lo ripete mille volte, poi lo spettacolo delle Dolomiti comincia a fare effetto.

Ci teniamo per mano, parliamo di tutto, guardiamo.

La giornata è splendida, la montagna ci lascia salire come due stambecchi giamaicani, improbabili ma euforici.

Ancora qualche passo ed eccoci.

Magia

Lago Sorapis magia divertimento azzurro

Indimenticabile visione, due occhi senza parole spalancati nell’azzurro.

Sai, “c’è una leggenda che dice che chi fa il bagno in queste acque azzurre può esprimere un desiderio…”

In un attimo siamo nudi.

Di quel desiderio ho bisogno anche io.

Ormai sono le 18:30, comincia a fare freddo.

Palline e pisellini scomparsi per magia.

“Ti va se ci fermiamo a dormire qui al Rifugio Vandelli, quello dei Camaleonti?”.

(battuta che nessuno capisce)

Rifugio Vandelli

Domanda retorica, siamo nella magia dell’alta via, noi due, gli unici turisti italiani tra tedeschi, americani e russi.

Cenetta rustica tutti insieme, minestrone e condimenti leggerissimamente speziati.

Tutto intorno scorrono fiumi di birra e rutto libero.

Atmosfera da sogno.

Al nostro tavolo tisane bollenti, siamo ancora congelati.

Scende la notte, alle 22 è già coprifuoco e saliamo in camerata.

Letti a castello, coperte militari e quell’inconfondibile odore di fontina, il vero must dei rifugi d’alta quota.

Secondo il Regolamento scritto dai soci Cai di Alcatraz vige il Silenzio Assoluto.

Praticamente puoi solo respirare, ma non troppo forte.

Appena entrati una fragorosa flatulenza teutonica ci dà il benvenuto tipo una scossa del 5 grado della scala Ritter, quella delle cioccolate.

A quel punto stare seri è impossibile e cominciamo a ridere tappandoci la bocca, sai quelle risate che più cerchi di tenerle e più esplodono, ecco… questa è la felicità.

Usciamo in corridoio per non svegliare tutti, siamo sdraiati dal ridere, morti dalle risate.

Ridarella

La ridarella si è impossessa di noi.

Che bello!

Facciamo ben due tentativi di rientrare in camera ma appena dentro basta un pretesto per scoppiare ancora a ridere e tornare fuori con le mani davanti alla bocca come Fantozzi dopo aver mangiato il pomodorino bollente.

Urla di risate.

Penso che i luoghi in cui devi stare in religioso silenzio e non puoi fare niente siano assolutamente necessari al genere umano.

Sono costruiti per farti venire la ridarella, non puoi resistere, succede sempre un qualcosa che ti fa venire i crampi alla pancia e più cerchi di trattenerti meno ci riesci.

Se un partito mettesse al primo punto del suo programma politico la costruzione di questi ambienti lo voterei subito.

Più risate per tutti.

Al quarto tentativo non riusciamo neppure ad aprire la porta che un’altra prottola germanica ci fa da fuoco di sbarramento costringendoci a ripiegare con il naso tappato.

Ricky: Ah ah ah … ma è una camera a gas!
Sì storicamente sanno farle.

Cosa vuol dire?
Niente, te lo spiego tra qualche anno. Adesso facciamogli vedere chi siamo.

Andiamo giù a farci dare un bicchiere di latte freddo.
Ricky, Ricky, Ricky calmati! I tedeschi contro di noi non possono vincere.

Cosa dici, sono fortissimi. Hai visto quante birre hanno bevuto?!?
Ricky ricordati che noi siamo Razza Piave, non abbiamo bisogno di mangiare castagne lesse e crauti per scoreggiare. La pasta e fasoi è dentro di noi, se vogliamo li spacchiamo. E poi noi siamo italiani, abbiamo una marcia in più. Leonardo, Michelangelo e Gigi Riva non sono mica nati a Dresda!

Chi è Gigi Riva?
Rombo di tuono… te lo spiego adesso appena rientriamo! Uaaaahhh, che le puzzette fragorose siano noi!

Ah ah ah … alla caricaaaa!

Indimenticabile

Alessandro-Vianello-lago-Sorapis-Dolomiti

Momenti indimenticabili, anche olfattivamente.

  • Riso più della Cina, dormito zero.
  • Tuoni e fulmini al Vandelli, disponibile in videotape con contenuti sonori extra.
  • Sguardi di resa tedeschi il giorno dopo a colazione. Soddisfazioni immense, Italia – Germania 4-3 (in realtà ci hanno massacrato, ma solo perché noi non volevamo).
  • Pane. Chiamare pane quello del Rifugio Vandelli è davvero una licenza poetica perché gli ingredienti sono: farina, calce bianca, poliuretano espanso, lievito di birra (per i tedeschi), colorante E330. L’unico pane in cui la marmellata non attecchisce e ti forma uno strato galleggiante ed idrorepellente nella panza. Fantastico.

Tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano.
Il Piccolo Principe

Non so se ha funzionato, ma il lago Sorapis sarà per sempre nei nostri cuori.

Up and Joy

PS: non lasciare mai incustodite le tue ciabatte, qualche tedesco potrebbe prenderle per ritorsione e trasformarle in un formaggio di fossa come è successo alle mie. Occhio…

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