Come Mental Coach Nike, essere al servizio dei ragazzi al Football Temple di Milano è un piacere immenso per la passione e la voglia di crescere che ci mettono.

Per Nike i prodotti sono stati d’animo e un Mental Coach Nike questo lo sa benissimo perché come scrive Simeone nel suo libro, il calcio è uno stato d’animo. Ed ogni match, dall’oratorio ai Mondiali, lo conferma.

Questo è un gioco in cui non vince chi gioca meglio, ma chi è più sicuro di quello che fa.
il Cholo Simeone
Colui che crede in sé stesso, è convinto di quello che sta facendo e ne conosce il perché ha una marcia in più nella sfida del pallone. Qui si tratta di giocare con personalità ed umiltà insieme, quello che tutti i grandi allenatori cercano in un calciatore. Il percorso con i giovani calciatori Nike nasce con l’obiettivo di trasmettere gli strumenti giusti e soprattutto lo stato d’animo per metterli in pratica sul campo.

Se lo puoi sognare lo puoi fare.
Enzo Ferrari

  • PENSIERO GIOCO FUTURO

A Milano in via Torino 60 c’è un posto in cui puoi provare le nuove Magista Nike dentro una gabbia, giocare al tiki taka con Benny Carbone,  incontrare i campioni del calcio come Bonucci, Guarin, Zanetti e se appartieni alla Nike Squad vivere delle sessioni di Mental Coaching con me.

Tutto questo è il Football Temple, un luogo nato per gli amanti del calcio, il posto giusto per vivere una meravigliosa esperienza con i ragazzi della Nike Squad, toghi come CR7.

Nel primo incontro ci siamo prima di tutto conosciuti a fondo. Emozionante conoscere la loro risposta alla domanda “Cos’è il calcio per te?” e scoprire quanto questi giovani calciatori amino il calcio e quanto sia importante nel loro percorso di crescita personale. Bellissimo!

E quando qualcuno ti risponde “il calcio è la mia vita” oppure “il calcio è tutto per me” capisci la meraviglia di questo sport dove i protagonisti restano sempre dei bambini che sognano. E se lo puoi sognare…

Da tutti mi sono poi fatto raccontare la partita più bella, amplificando gli stati d’animo relativi alle loro migliori performance e portandole nel futuro, su allenamenti e partite. Nel mio lavoro tutto questo si chiama future pacing.

Il primo strumento proposto è molto semplice e si applica attraverso le ancore spaziali, 3 spazi diversi dove vivere un’esperienza che porta alla consapevolezza degli stati di prestazione nel gioco:
1. pensiero
2. gioco
3. futuro

Il tutto vissuto da squadra, tutti insieme, aiutandoci e sostenendoci reciprocamente.
Fantastici gli applausi per chi si metteva in gioco e completava il suo percorso.

A certi livelli è la testa che fa la differenza.
Antonio Conte

  • OBIETTIVI

Secondo incontro con i ragazzi della Nike Squad. Non so se diventeranno forti come Ibrahimovic, ma questi guys sono tanta roba.
Tema della seconda sessione: Obiettivi, alias come costruirsi un Obiettivo per formato. Per trasformare un sogno in un obiettivo è necessario scriverlo e darsi una data di scadenza, dove per data s’intende il giorno, il mese e l’anno entro cui si vuole raggiungere.

Il primo passo in un goal setting è chiedersi cosa voglio? La risposta va espressa in termini di risultato, quindi in numeri o dati certi, così da rendere l’Obiettivo specifico, misurabile e monitorabile. Il generico “voglio migliorare”, in questo senso è soltanto una buona intenzione e non ancora un obiettivo ben formato. Quindi in cosa vuoi migliorare? Quali sono i parametri connessi a quello che vuoi? Come possiamo trasformarlo in numeri in modo che tu possa controllarlo e raggiungerlo? Nello sport professionistico tutto o quasi viene espresso in statistiche e numeri. La quota salvezza è di 40 punti, per vincere uno scudetto è necessario avere una difesa che non subisca più di un certo numero di gol, etc…

Nella mia esperienza, l’altra cosa che fa differenza è che l’Obiettivo deve essere dipendente solo da me. La vittoria, in questo senso, non è mai un Obiettivo ben formato nello sport perché dipende dagli avversari e anche dall’arbitro. Ecco perché bisogna fare tutto il possibile per vincere. Solo in questo modo una squadra lotterà fino alla fine.

Passatemi la palla e correte ad abbracciarmi.
Pelé

  • TEMPO

Nel giorno della messa in vendita della Magista, la scarpa da calcio della Nike totalmente rivoluzionaria perché pensata come una seconda pelle in modo che gamba, piede e pallone siano un tutt’uno nel gioco, terzo incontro nella terrazza del Football Temple con i Nike’s guys.

Dopo aver lavorato sulla costruzione di un obiettivo ben formato, occhi puntati sulla gestione del tempo in funzione degli obiettivi, che per un Coach significa la gestione della vita. Questo per un calciatore fa la differenza, ecco perché abbiamo messo la nostra attenzione sulla creazione del piano d’azione per raggiungere l’obiettivo che ciascuno si è dato nel secondo incontro. Da un risultato siamo infatti passati al processo per raggiungerlo, ordinando poi le risposte in base alle priorità. Il sistema che abbiamo utilizzato si compone di lettere ABCDE e numeri 12345

Alla lettera A corrisponde quello che dobbiamo assolutamente fare,
alla B cose importanti che possiamo però rimandare,
alla C cose importanti ma poco rilevanti,
alla D cose che possiamo delegare,
alla E cosa da Eliminare.

Per raggiungere i propri obiettivi è necessario scegliere, eliminando quello che non serve. “Il segreto di un buon pasticcere è la pattumiera. Imparate ad usarla!” diceva un grande chef, “tenete solo quello che può portare valore aggiunto alla vostra torta. Il resto via. Eliminare.

Parole sante. Alcuni pensano che per il successo sia necessario fare tantissime cose. Niente di più sbagliato. Invece è necessario fare solo quello che veramente costruisce il risultato, seguendo la legge dell’ 80/20, secondo la quale un 20% delle nostre attività ci porta l’ 80% dei risultati. Il segreto sta nel capire qual’è quel 20 e dedicare il nostro tempo a raddoppiarlo, lasciando stare tutto il resto, così avremo il 160% dei risultati. Quel tipo di attività sono le A, le cose che dobbiamo fare assolutamente. Il resto viene dopo. In questo senso si non si delega quello che ci dà fastidio fare ma quello che qualcun altro può fare meglio di noi. Chi può farlo meglio di me? Questa è una grande domanda.

Una volta classificate le mie azioni con le lettere A B C D E, personalmente uso quasi esclusivamente A D E, ordino le azioni in base alle priorità con i numeri: A1, A2, A3; B1, B2; D1, D2 etc.. A tal proposito, applicare il sistema lettere/numeri alla propria to do list giornaliera, oltre ad aumentare la tua efficacia ed efficenza, ti costruisce un modo di pensare vincente, quello che ti serve per fare goal in campo e nella vita.

Gran parte del successo nel calcio sta nella mente. Devi credere di essere il migliore e confermarlo sul campo.
Bill Shankly

  • CONVINZIONI

Confermarlo sul campo. Questo è l’obiettivo. Nel quarto incontro con i giovani calciatori occhi puntati sulle convinzioni. Nella mappa dei livelli di pensiero di Robert Dilts le convinzioni appartengono ai livelli alti, quelli che hanno direttamente a che fare con la rigenerazione cellulare (spirito, identità, valori, convinzioni). E’ ormai dimostrato scientificamente da tempo che chi è convinto di essere giovane e si sente tale invecchia ad una velocità differente da chi ha la convinzione opposta.

Le convinzioni sono sopra le capacità, i comportamenti e l’ambiente (livelli bassi). Quindi, se sei convinto di essere un grande giocatore svilupperai più velocemente e meglio le abilità rispetto a chi possiede la convinzione contraria. Inoltre ti comporterai in modo congruente con ciò che pensi di essere, anzi non potrai proprio farne a meno essendo questa una necessità per gli essere umani.

Così come un chirurgo molto difficilmente avrà le unghie sporche, un campione tenderà ad esserlo sempre. Come racconto in Diventa il calciatore che hai sempre sognato, Pirlo fa la crioterapia anche alle quattro del mattino al ritorno da una trasferta, perché sa che attraverso questa pratica potrà esprimere più a lungo e meglio il suo talento in campo. Non si diventa un top player gratis, così come non si raggiungono grandi risultati senza mettercela tutta e senza una strategia.

Per farcela devi essere convinto che:
1. è possibile
2. è possibile per te
3. te lo meriti
4. il modo è quello giusto

Con immenso piacere, ecco un feedback di uno dei ragazzi con cui ho lavorato come Mental Coach Nike:

15-01-2015
Ale ciao ti ricordi di me? Sono Lorenzo sei stato il mio mental coach per un breve periodo, ma penso sia stata una delle cose più utili della mia vita, da quelle “lezioni” ho basato tutti i programmi sul mio futuro, ora gli obbiettivi che avevo scritto su quella lavagna diciamo che sono stati raggiunti a metà e alcuni sono cambiati date le ottime condizioni in cui sono oggi, gioco in serie a a calcio a 5 in Inghilterra, mi pagano, mi alleno tutti i giorni e ho un Personal trainer e sono già al 5 esame in uni quindi diciamo che volevo ringraziarti e che se hai bisogno di reference o comunque lettere in cui posso provare che il tuo lavoro serve fammi sapere, non perché credo tu ne abbia bisogno ma perché voglio che altri milioni di ragazzini come me possano capire che tu sei uno di quelli che gira la levetta da off a on ( son nuovo su linkedin ) ma dammi un po di tempo e avrò lo stesso peso sociale del CEO di Nike :) un abbraccio e grazie ancora

Quindi cosa aspetti, Risk everything anche tu e …
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