Life Coach Bologna Attore Video Arte

Alessandro Vianello Life Coach Bologna Attore Video Arte4 regole per spiccare il volo

Se fai sempre le stesse cose otterrai sempre gli stessi risultati.

Essere un Life Sport Business Coach significa anche mettersi continuamente in gioco, fare baciare lettera testamento, provare cose nuove, sperimentare e sperimentarsi, perché se non sei pronto tu per primo ad uscire dalla tua zona di comfort con quale credibilità potrai chiederlo ai tuoi clienti?

Così dopo la mezza maratona della Transcivetta senza allenamento e i 10 giorni di Meditazione Vipassana eccomi a raccontarti in Life Coach Bologna Attore Video Arte la mia prima esperienza di “attore”, degno completamento di una trilogia di follia, perché forse c’è qualcosa che può interessarti…

Innanzitutto, per recitare professionalmente diciamo che non fanno curriculum le sceneggiate che hai fatto con i tuoi genitori per non andare a scuola, i falsi orgasmi alla “Harry ti presento Sally” e i pianti greci per non farti fare la multa. Servirebbe dell’altro, anche se fossi uscito dal DAMS col massimo dei voti.

Ma proprio qui nasce una prima importante considerazione: se una persona con riconosciuta eccellente reputazione in un settore ti dice che vai bene, non farti mille pugnette, fidati. Se un esperto del settore vede in te un talento, prendilo sul serio. Se una persona che stimi ti fa notare attitudini e competenze da valorizzare nel tuo percorso di vita, credici. A meno che non siano tutti dei burloni autolesionisti, magari ci hanno visto giusto, che dici? Invece incontro un sacco di persone che hanno sempre un qualcosa da ridire, che si tarpano le ali da sole e non si buttano mai.

C’è poco da fare, per volare ti devi buttare.

Ecco 4 buone regole per spiccare il volo:

1. Fidati

Puoi laurearti con 110 e lode e bacio in bocca accademico con lingua che tanto poi nel lavoro dovrai modificarti comunque, quello è solo un punto di partenza, spesso teorico. Puoi leggere tutti i libri del mondo su come fare il genitore, ma poi quando spunta il nano capisci benissimo che nessuno può mai prepararti ad essere un padre o una madre.

La verità è che per fortuna non siamo mai preparati abbastanza per la vita, quindi la cosa migliore che possiamo fare è viverla senza rompere troppo ed imparare strada facendo. 

Così anche io mi sono fidato, non ho detto “no non sono capace, non ho mai recitato in vita mia”. Ho pensato “se tu che sei il Maestro, il regista da una vita, dici che vado bene per la tua video arte chi sono io per contraddirti? Poi se mi fai ripetere un milione di volte la scena, questo sarà il nostro rischio imprenditoriale, staremo lì e ci porteremo a casa questo benedetto Orso d’oro.. ah ah ah”. E con questo spirito gagliardo mi sono presentato allo studio regalandomi un’esperienza sorprendente, fatta di mistici contrasti, di un preciso compito da eseguire (task), di classe (quella del Maestro), di una sua frase che ti dono e di un dolcissimo caffè che ricorderò sempre.

I mistici contrasti

Trattasi di video arte, di un omaggio ai caduti della Prima Guerra Mondiale, girato tra il Mausoleo di Quero e lo studio privato del Maestro. Il mio costume è un frac nero con una croce nazista del 1929 che mi fa da cravatta sulla camicia bianca. Il Maestro starà in pigiama, sì hai letto bene, in pigiama tutto il giorno. Leggendario.

Task

“Alessandro… non devi interpretare nulla. L’attore ha un compito da svolgere, azioni precise da fare. Pazienza e disciplina.” Sono in piedi davanti ad uno specchio, dritto come un fuso, monumentale in frac come serve al pigiama. Le miei istruzioni assomigliano a quelle di Karate Kid: accendi la radio, spegni la radio. Ho un percorso di movimenti da compiere, sempre lo stesso. Lo rifarò per ore. Troppa mente da spegnere, come l’Ultimo samurai.

La classe

Ci sono modi e modi… Ad esempio, invece di dire “reciti da far schifo dobbiamo rifarla trecento volte questa cazzo di scena elementare perché non sai neanche accendere e spegnere una fottutissima radio”, il Maestro, una vita passata nell’arte tra Venezia, il Civetta, Broadway e Parigi, se ne esce con questa poesia: “Alessandro… vai benissimo. Si gioca tutto nelle pieghe del vestito… devono essere belle…”. Senza parole.

La frase

Per quella strana alchimia per la quale siamo efficaci proprio quando non vogliamo esserlo e i figli prendono da noi proprio quando non stiamo insistentemente cercando di educarli, mentre davo e toglievo la cera, una frase proveniente dal pigiama illumina la mia giornata: “La vita è un libro da cui non si può strappare neanche una pagina. La rimozione è l’operazione peggiore che si possa fare… anche nel cinema”. Semplicemente guru.

Il caffè

“Fai un’abbondante colazione, poi andiamo avanti fino a che abbiamo girato tutto”, questo era l’incipit del Maestro, perfettamente mantenuto fino a quando, dopo avermi fatto accendere e spegnere la radio un milione di volte sempre per quel problema delle pieghe del frac (ah ah ah), ha deciso che era soddisfatto. Sono le 16:00. Ho un buco allo stomaco che neanche l’ozono ai tempi d’oro e sento “Prendiamoci un caffè”. Cioè tutti a digiuno dalle 8:00 e il Maestro, 75 anni e non sentirli, se ne esce così, roba che se lo sa il suo cardiologo gli viene un infarto. Ma ubi major… ci sediamo tutti e tre (il pigiama, il frac e la mia bellissima sposa bianca con la corona di spine) e mentre sorseggiamo il Maestro comincia a montare le immagini con la stessa gioia e stupore di un bambino che scarta il suo regalo. Estasi.

2. Credi in ciò che senti

Le emozioni non si sbagliano mai, sono tutto quello che abbiamo.

3. Apriti al mondo

Ogni evoluzione porta con sé conquiste e abbandoni. Se vuoi passare da un posto all’altro devi essere pronto a fare la tua valigia e partire, senza sapere quello che troverai ma credendoci fino in fondo. Come diceva il mitico Steve Jobs “i puntini puoi unirli solo guardando indietro”. Fidati di ciò che senti, fai la tua battaglia, “non puoi pensare che Dio ti giudichi adesso” direbbe il Maestro, vai fino in fondo, apriti al mondo.

4. Bussa e ti sarà aperto

Il Maestro mi ha aperto la sua porta quando ero disperato, non mi ha solo laureato allo IUAV con una tesi videografica in scenografia su come l’ambiente condiziona il comportamento, diventata il punto di partenza del mio viaggio nel coaching. Quell’Uomo, foolish and hungry, mi ha cresciuto come un figlio senza mai fare il padre.

In ogni incontro una magia, la testimonianza di una cultura, di un cuore e di una classe impareggiabile.

Grazie Maestro, andiamo a Berlino!

di Alessandro Vianello Life Coach Bologna Modena Sassuolo Belluno

Il segreto della vita è il dono 
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