Fuoriclasse storia naturale del successo

Sei un fuoriclasse?

Vuoi scoprire il segreto del successo?

Malcolm Gladwell ti spiega tutto e manda definitivamente in soffitta il mito del self man made, una delle convinzioni più stupide e purtroppo radicate nella società contemporanea.

Come impariamo da Fuoriclasse, il successo è un accumulo di vantaggi.

Ciao, sei benvenuta/o in questa sezione del mio blog dedicata ai libri e agli ebook di coaching, leadership, personal branding, marketing umanistico, comunicazione efficace e crescita personale che hanno fatto la differenza nel mio lavoro di Mental Coach, così almeno mi piace dire.

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Adoro Gladwell perché non è mai banale.

Riesce a condurti dal Mistero di Roseto alla teoria etnica dei disastri aerei passando attraverso il Problema del Genio, l’effetto Matteo e la Regola delle 10.000 ore.

Tantissima roba.

La lezione che possiamo trarre da Fuoriclasse è molto semplice.

Siamo vittima del mito del migliore, del più brillante, della persona che si è fatta da sé, al punto da credere che i fuoriclasse scaturiscano naturalmente dalla terra.

Niente di più sbagliato.

Quello che ha fatto del tredicenne Bill Gates un favoloso imprenditore di successo è stata l’opportunità di accedere illimitatamente a un terminale in time sharing nel 1968.

Come sostiene il neurologo Daniel Levitin, “ci vogliono diecimila ore di esercizio per raggiungere il livello di padronanza associato all’essere un esperto di caratura mondiale, in qualsiasi campo”, la famosa Regola delle diecimila ore.

Il giovane Bill ci ha messo innegabilmente del suo usufruendo di questo vantaggio nel cuore della notte prima di ogni giorno di scuola, ma se non fosse nato in quella parte del mondo (Silicon Valley), in quel preciso momento storico (tra il 1954 e il 1955), da quei genitori facoltosi che gli permisero l’accesso ad una scuola con il club d’informatica e il successivo utilizzo di un terminale di quel tipo, non avrebbe mai potuto diventarlo.

Quando il Gates abbandonò gli studi ad Harvard nel secondo anno di università per tentare la sorte con un’azienda informatica tutta sua di nome Microsoft, programmava senza interruzione da ben sette anni ed aveva superato di gran lunga la regola delle diecimila ore.

Diciamo che era già bravino… nel posto giusto e al momento giusto per sfondare, esattamente come il suo coetaneo Steve Jobs e la stragrande maggioranza dei pionieri dell’informatica della Silicon Valley.

Stessa zona, stessa età.

Oltre naturalmente a stessa passione e stesso gran cervello.

Come possiamo evincere da Fuoriclasse, in ogni campo della vita il successo è un accumulo di vantaggi ben sfruttati. 

Perché a chiunque ha,
sarà dato e sarà nell’abbondanza,
ma a chi non ha, 
sarà tolto anche quello che ha.
Matteo 25,29

Buon divertimento con questo grande libro:

Fuoriclasse: Storia naturale del successo

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