Come si diventa allenatore leader Guardiola

Come si diventa allenatore leader Guardiola

Sappiamo tutti che diventare allenatore è facile, basta seguire un corso allenatori e una volta superato l’esame ti danno il patentino e puoi andare in panchina. Come si diventa allenatore leader Guardiola è tutt’altra storia.

Essere il capo allenatore ed essere seguito dai giocatori, dai dirigenti, dal presidente e dall’ambiente sono due cose molto diverse. Il potere di ruolo non è mai sufficiente, ti dà solo un certo tempo per dimostrare chi sei, se sei un leader oppure no, se ti seguiranno o se ti manderanno via.

Tutto nasce e tutto finisce nella leadership.
John Maxwell

Non è un caso che nel corso allenatore del settore tecnico della Federazione Italiana Gioco Calcio nelle varie regioni e a Coverciano prenda sempre più spazio la componente della psicologia, della comunicazione e della gestione del gruppo. Essere competenti dal punto di vista tecnico tattico è fondamentale, ma non basta per fare risultati.

Questione di leadership

Il messaggio che la FIGC sta mandando a tutti gli allenatori di 1a categoria UEFA PRO è formati, cresci, impara, scambia, mettiti in gioco, investi costantemente su di te come professionista e come Uomo: diventa leader!

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Il segreto di come si diventa allenatore leader Guardiola penso sia nell’atteggiamento.

Tutto quello che fa bene alla testa fa bene anche alle gambe.

Pep Guardiola

Il tipo atteggiamento a cui mi riferisco non è tanto quello calcistico, di cui si è già detto quasi tutto, ma quello verso se stesso.

L’incessante desiderio di migliorarsi, di conoscere, di confrontarsi, di studiare, d’imparare, perché curiosità uguale intelligenza.

Cultura = Innovazione

Non si può attaccare alla stesso modo sia dalla cima della montagna che in aperta campagna.

Garry Kasparov

Il carattere di una squadra 
è il carattere del suo allenatore

Ecco le conversazioni con il campione di scacchi, le lezioni d’innovazione e d’economia alla Columbia University, le giornate passate al Moma, il discorso al Parlamento Catalano, lo sfruttamento del potenziale della tecnologia moderna per coinvolgere i giocatori, lo studio della comunicazione individuale, considerata ancora più determinante di quella di gruppo.

Questione di carattere.

Come si diventa allenatore leader Guardiola?

Magari dedicando una Champions al Maestro Mazzone, imparando da ogni esperienza vissuta e scegliendosi come braccio destro una persona esterna al calcio, un campione di pallanuoto e lealtà come Manel Estiarte, esperto di vittorie, passione e persone.

Se i tuoi riferimenti sono tutti dentro il calcio sarai sempre meno lucido e visionario di chi si nutre di infiniti punti di vista.

Ecco la rivoluzione Pep

Mi spiego meglio. Se non sei stato rapito neppure per un istante dallo sguardo della Fanciulla con turbante, se pensi che Christo e Jeanne-Claude siano due predicatori Gospel, se i Peperoni di Weston non ti hanno mai lasciato senza fiato, allora difficilmente potrai essere un innovatore nel calcio.

Steve Jobs passava ore a contemplare la scultura di una mano di Michelangelo, ne era ossessionato. Quando disse “faremo un telefono senza tasti”, scolvolgendo tutti i suoi tecnici ed assistenti, sembra stesse roteando il pollice, come a far scorrere le App…

Di lì a poco nacque l’iPhone, un pensiero inclusivo, un oggetto che se vuoi puoi anche telefonare. Un’innovazione sviluppata da una tecnologia già esistente: un “vecchio” prodotto Apple che non ebbe successo, la tavoletta grafica, precursore del touch screen.

Garbage in garbage out

Quello di cui nutri si vede in campo.

Come si diventa allenatore leader Guardiola?

Nutrendosi di arte, di cultura e di grandi relazioni.

Si diventa leader frequentando persone migliori di noi, anche e soprattutto provenienti da un mondo diverso dal nostro.

Questa è la grande bellezza.

Dimmi come giocano le tue squadre e ti dirò chi sei.

Essere un leader significa spostare in alto costantemente la propria asticella culturale, indagare l’animo umano in tutte le sue forme, attraverso ogni mezzo e collaborazione, perché la leadership è relazione.

Cultura batte strategia. Sempre!

Chi rimane focalizzato solo nel suo mondo spegne il proprio potenziale creativo, si attorciglia su se stesso. Così non solo l’innovazione resta una chimera, ma purtroppo, diventa un miraggio anche saper copiare gli altri, perché anche copiare è un’arte.

Diventare un grande leader significa restare aperto.

Coraggioso, ambizioso, umile.

Perché solo coloro che sono così folli da pensare di cambiare il mondo, lo cambiano davvero.

Think different

Stay hungry, stay foolish!

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Ecco tre libri interessanti sul mitico Pep:

Herr Pep. La prima stagione di Guardiola al Bayern Monaco vissuta dall’interno

Pep Guardiola. Un altro modo di vincere. La biografia

Coaching Guardiola

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