Come si diventa allenatore leader Conte

Come si diventa allenatore leader Conte

Sappiamo tutti che diventare allenatore è facile, basta seguire un corso allenatori e una volta superato l’esame ti danno il patentino e puoi andare i panchina. Come si diventa allenatore leader Conte è tutt’altra storia.

Essere il capo allenatore ed essere seguito dai giocatori, dai dirigenti, dal presidente e dall’ambiente sono due cose molto diverse. Il potere di ruolo non è mai sufficiente, ti dà solo un certo tempo per dimostrare chi sei, se sei un leader oppure no, se ti seguiranno o se ti manderanno via.

Tutto nasce e tutto finisce nella leadership.
John Maxwell

Non è un caso che nei corso allenatore del settore tecnico della Federazione Italiana Gioco Calcio nelle varie regioni e a Coverciano prenda sempre più spazio la componente della psicologia, della comunicazione e della gestione del gruppo.

Questione di leadership

Essere competenti dal punto di vista tecnico tattico è fondamentale, ma non basta per fare risultati. Il messaggio che la FIGC sta mandando a tutti gli allenatori di 1a categoria UEFA PRO è formati, cresci, impara, scambia, mettiti in gioco, investi costantemente su di te come professionista e come Uomo: diventa leader!

Come si diventa allenatore leader Conte

Tra tutti gli allenatori alla guida di grandi club penso che Antonio Conte sia stato quello ad aver compiuto i passi più netti, visibili ed evidenti verso la leadership tribale di fase 4 e 5.

Evoluzione

Ricordo i suoi primi anni di carriera come allenatore, forti e scorbutici, con una comunicazione centrata molto su se stesso, con tanto lavoro e tanto io. Parlava di sé addirittura in terza persona, riferendosi a Conte, a un qualcuno che non sembrava neppure essere lui, un’entità astratta, un modello da inseguire, una stella cometa.

Della serie… Fai finta finché non diventa vero, come dicono gli americani.

Ecco come si diventa allenatore leader Conte!

Il primo grande Conte, quello dei 3 scudetti consecutivi è stato un meraviglioso leader in fase 3, Io sono grande e tu no, che ha saputo portare la sua squadra in fase 4, noi siamo grandi e voi no, prendendo una Juventus reduce da un settimo posto e riportandola, con un orgoglio smisurato, al titolo. Conte è stato l’uomo giusto al momento giusto nel posto giusto, il leader che ha interpretato al meglio il desiderio dei tifosi, del club e di Andrea Agnelli.

Orgoglio tribale

Per il Presidente della Juventus c’è solo un posto dove la sua squadra può stare: il primo. Per riuscirci ha impostato uno straordinario lavoro di programmazione (Juventus Stadium), strutturazione del gruppo di lavoro (Marotta, Paratici, Nevdev), comunicazione (Azione Legale verso la Figc e politica degli scudetti vinti sul campo) e scelta della guida tecnica: Antonio Conte, un lottatore che con la Juventus ha vinto tutto da giocatore, un martello. Se non è orgoglio tribale questo…

La grandezza di Conte è stata quella di vincere e lasciare la Juve per la Nazionale, di diventare l’eroe di tutti e non solo di una parte, di compiere il passaggio dai valori specifici di un club e di un singolo ambiente ai valori risonanti, quelli di tutti.

Ecco come si diventa allenatore leader Conte!

Nuove sfide

Sono infatti le sfide a trasformarci, a chiederci un qualcosa di diverso, un ulteriore passo in avanti. Saperle scegliere è segno di grande intelligenza e visione, la testimonianza della voglia di crescere.

Il passaggio nell’evoluzione tribale verso la fase 5 de La vita è meravigliosa sta tutto qui, nel trasformare la feroce ambizione in amore, nel lavorare per il piacere di farlo senza dimenticare i valori fondamentali, le origini, i capisaldi.

Perdere è come morire.

Il vincente cerca sempre soluzioni.

Meglio una brutta verità che una bella bugia.

Do educazione e rispetto e pretendo educazione e rispetto.

Ho il pregio di dare il massimo e il “difetto” di pretendere lo stesso dagli altri.
Antonio Conte

Martello col sorriso

Mi spiego meglio. Non si può passare alla fase 4 (noi siamo grandi) senza essere stato un campione assoluto della fase 3, quella dell’io, della super efficienza, del grande Ego.

Conte, infatti, è rimasto lo stesso martello di sempre, ma con un modo diverso, un linguaggio diverso, una comunicazione diversa e una capacità di costruire relazioni a tutti i livelli infinitamente più grande.

Ha imparato a sorridere e a giocare ancora di più con la squadra mettendola al primo posto in tutto, scendendo per farla salire.

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Per saperne di più sulla leadership tribale ti consiglio questo libro: La leadership tribale. Trasforma te stesso e il tuo team con il coaching

Arte del chiedere

Il mestiere dell’allenatore è l’arte del chiedere.

Ecco come si diventa allenatore leader Conte!

Tutti noi abbiamo riconosciuto la sua leadership in campo attraverso i risultati, il gioco e lo spirito di squadra dell’Italia. Ricordo la sua commozione a fine Europeo e le lacrime dei campioni, Buffon e Barzagli su tutti, la migliore spiegazione al dominio della Juventus.

E abbiamo conosciuto anche il suo personalissimo programma personale, l’ulteriore sfida necessaria, quella di andare all’estero, quella di vincere con il Chelsea.

Parole in azione

Beh, qui non voglio aggiungere ulteriori parole di stima verso chi sa mettersi sempre in gioco esprimendo una cultura del lavoro e dell’evoluzione così alta, forte e chiara, desidero invece portare l’attenzione su un aspetto fondamentale dell’essere allenatore leader in cui Antonio Conte è un maestro: la trasformazione delle parole in azioni, in fatti visibili sul campo.

Ogni persona che lavora in un Club, sia esso dirigente, allenatore o giocatore, deve produrre un risultato visibile sul campo. Qui non c’è teoria, questa è l’unica pratica possibile. E questo deve valere per tutti. Le chiacchere vuote e fine a se stesse stanno diventando sempre più comuni e nauseanti.

Moltissimi tecnici parlano, parlano, parlano ma le loro parole poi non si vedono nel campo. Tutti straordinari nella teoria, ma poi nei fatti mancano passaggi chiave.

Ecco, quando penso al mio lavoro specifico di Mental Coach Spin Leader al servizio di un capo allenatore, lo vedo solo riferito a quest’ambito, alla costruzione di ciò che serve per fare risultati, per coinvolgere, stimolare, allineare e tirare fuori tutto da tutti.

Risultati

Siamo tutti nell’industria del risultato.
Alex Ferguson

Antonio Conte parla di cose che si vedono. Dopo due dolorose sconfitte con Liverpool ed Arsenal ha espresso in conferenza stampa la necessità di compattarsi e questa comunicazione si è immediatamente tradotta in un cambio di modo di giocare, di uomini in campo e di interpretazione della gara da parte della squadra. Il risultato? Il Chelsea ha infilato un filotto di vittorie con zero gol subiti bussando alla testa della Premier e poi vincendola.

Come si diventa allenatore leader Conte?
Sapendo chiedere tanto a tutti, dandosi una disciplina morale e trasformando le parole in fatti visibili sul campo. 

Il giorno che diventerò più superficiale avrò perso tutto quello che sono.
Antonio Conte

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