Allenamento mentale calcio

Allenamento mentale calcio

Il primo obiettivo di un grande allenamento mentale calcio è la consapevolezza.

Per consapevolezza intendo la base di partenza sul quale costruire tutto il resto.

Qui di seguito troverai alcune idee per i calciatori professionisti di calcio serie A, per chi desidera diventarlo e per chi vuole cogliere qualche spunto da applicare trasversalmente nella vita di tutti i giorni, indipendentemente dal calcio.

Innanzitutto ricordiamoci che

Non fallisce il calciatore, fallisce l’uomo.
EDUARDO MACIA

Come Calcio Mental Coach in questi anni ho avuto la fortuna di conoscere profondamente questo mondo lavorando con giocatori di calcio serie A e di tutte le categorie.

Ecco qualche allenamento mentale calcio per costruirsi una grande carriera, senza naturalmente prendersi troppo sul serio.

Il calcio è abbagliante

Questo mondo del pallone cambia l’immagine mentale, e quindi i comportamenti, anche di persone che avresti detto insospettabili, quelle che sarebbero sempre state se stesse mantenendo i piedi per terra.

Ma l’identità vive spesso di un ossimoro: essere sempre uguale a se stessa “id” e al tempo stesso incerta nella sua espressione creativa.

Genio e sregolatezza.

Ma se per i giovani ci sono moltissime attenuanti, non avendo ancora costruito gli strumenti per gestire il cocktail esplosivo di popolarità – denaro – tempo libero, purtroppo ho visto genitori perdere la testa ancora prima dei figli, nel miraggio del benessere e della fama.

Ho visto persone avvicinarsi ai professionisti di calcio serie A solo per brillare di luce riflessa e poter dire “sono amico di…”, e questo senza che i calciatori se ne rendessero veramente conto.

Vanno a prenderli in aereoporto, gli fanno qualche piccolo/grande piacere in cambio di visibilità riflessa e di una percentuale concordata con il venditore su quello che gli consigliano di comprare da lui (orologi, polizze assicurative, auto, etc.).

Ho visto le porcate più agghiaccianti ma anche la poesia più pura, la passione vera, la nobiltà d’animo, la generosità e l’Amore.

Nel calcio serie A c’è tutto, basta saperlo cercare.

1 su 1.000 ce la fa

Quant’è dura la salita…

In realtà i numeri sono 1 su 8.000.

Arrivare è un percorso ad ostacoli dove la tenacia, il sacrificio e la testa fanno la differenza.

Non basta avere talento, serve tanto allenamento mentale calcio.

Chi insegue il sogno di farcela deve essere pronto a tutto.

Spesso vive lontano dalla famiglia e comunque, anche se sta in casa, è costretto a rinunciare a quasi tutto quello che farebbe un suo coetaneo:

percorsi scolastici di un certo tipo, di cui subito non si capisce l’importanza ma che si rivelano poi fondamentali;

divertimenti e gran bagordi;

amicizie e love stories.

Purtroppo molto spesso non esiste un piano B.  

Esiste solo il piano calcio serie A: bisogna arrivare a tutti i costi, ormai non si può più tornare indietro, si può andare solo avanti, anche perché dietro non c’è più niente, solo terra bruciata.

Bisogna farcela, l’oasi è lì che ci aspetta col suo miraggio.

Il calciatore è uno status

Come testimoniano gli osservatori esterni, arrivare al primo contratto da professionista di calcio serie A è stato così difficile che non vedi l’ora di toglierti qualche soddisfazione.

Ecco che i primi soldi vengono subito spesi per dire al mondo e a se stessi “ce l’ho fatta, sono un calciatore professionista”:

tatuaggi come se non ci fosse un domani, look particolari, creste varie;

vestiti firmati, felpe col cappuccio, borsello “Louis Vuitton”, accessori cool;

iPad, iPhone, cuffie Top;

suv e auto sportive;

procuratori in Cayenne e Maserati.

Il calciatore è una mucca da mungere

Finché porti denaro sei coccolato, quando non servi più ti arriva il famoso calcio in c…

Il problema nel calcio non sono i soldi ma l’ipocrisia di chi non fa quello che dovrebbe fare per mantenere interessi e privilegi.

Troppo spesso le società ed i settori giovanili non si fanno carico di crescere i loro calciatori come persone.

Lavorano solo sul corpo, sulla tecnica e sulla tattica e lasciano stare la mente.

Più un calciatore ha talento e più lasciano correre certi comportamenti sbagliati per paura di perderlo, perché a nessuno piace essere messo in riga.

Questo è tanto più vero specie se è più bravo degli altri e se ha già un procuratore che alle minime difficoltà o pressioni educative lo porta via dove gli stenderanno un tappeto rosso ed un lauto ingaggio.

I mal di pancia sono ormai comuni a tutti i livelli.

Più un giocatore diventa forte, meno si ha il coraggio di dirgli che sta sbagliando per paura di perderlo economicamente.

Buon viso a cattivo gioco, pacche sulle spalle e nuovi gadgets.

I risultati di questo atteggiamento sono sotto gli occhi di tutti.

Un grande allenamento mentale calcio serve anche a capire e superare certe situazioni.

Le fasi critiche

Come Calcio Mental Coach, i momenti più belli per lavorare con un calciatore sono all’inizio per la voglia d’arrivare e verso la fine per la maturità raggiunta.

Quando un ragazzo vuole farcela è pronto a mettersi veramente in gioco, a crescere, a migliorarsi come calciatore e come persona per realizzare il sogno di una vita: diventare professionista di calcio serie A.

Lavorarci è facile, il terreno è fertile.

L’allenamento mentale calcio viene facile.

Le soddisfazioni sono immense e contribuire a portare un giovane fin lassù è un’esperienza meravigliosa che auguro a tutti.

Una vera prelibatezza!

I problemi, a mio avviso, possono cominciare alla fine del primo anno da professionista, quando il giocatore comincia inconsciamente a dirsi: “ce l’ho fatta, ho un bel contratto, sto bene, che figata la mia nuova macchina, sono nel calcio serie A”.

Nella prima vera stagione da pro lo status prende forma cambiando l’immagine mentale e quella esteriore.

Ti puoi comprare quello che vuoi.

Sei libero.

Nuovi contatti, nuove amicizie, nuovi personaggi irrompono sulla scena promettendoti mari e monti.

Sei riconosciuto per strada ed acclamato come una divinità.

Questa è la vera fase critica, perché chi si loda s’imbroda, dice il proverbio.

Un ex grandissimo calciatore mi diceva che “in nazionale li vediamo arrivare affamati e poi li vediamo cambiare atteggiamento, modo di camminare, di parlare, di allenarsi.

Pensano di essere arrivati.

Quello è l’inizio della loro fine ed è lì che servi tu. Qui serve tanto allenamento mentale calcio!

In quella fase si sentono onnipotenti, dimenticano da dove sono venuti, vogliono fare da soli, non accettano consigli e non ne vogliono.

Ci siamo passati tutti.

Proprio quando avrebbero più bisogno di aiuto ti mandano via.

Non si rendono conto quanto pagheranno questo atteggiamento.

Ma se ne accorgeranno soltanto dopo.” 

L’altra fase bella è proprio questa, quella della maturazione, quando un professionista di calcio serie A si accorge di volere di più, di avere il desiderio di investire su di sé per vivere alla grande gli ultimi anni di calcio giocato.

E anche per prepararsi intelligentemente al dopo, ad una nuova carriera o semplicemente alla vita vera.

Le collaborazioni che nascono nella consapevolezza e nello scambio reciproco sono uno splendido viaggio insieme.

Tanta roba.

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7 regole mondiali

Ecco ancora qualche allenamento mentale calcio sull’atteggiamento:

1 Piedi per terra

Non tirartela troppo.

Questa regola vale sempre.

Gli ospedali sono pieni di gente meno fortunata di te ed i veri campioni sono quelli che vanno a lavorare ogni giorno facendo mille sacrifici solo per pagarsi le bollette e garantire il futuro più dignitoso possibile ai loro figli.

2 Il coperchio sei tu

Il primo limite alla tua organizzazione /azienda / squadra sei tu e precisamente il livello della tua leadership.

Questa è la Legge del Coperchio, la prima delle 21 leggi della leadership di John Maxwell.

Quindi investi su di te, sul tuo atteggiamento verso i compagni, la squadra, la vita.

Se vuoi far crescere le persone attorno a te cresci tu per primo, formati, studia, investi su di te, come uomo e poi come calciatore.

Ci saranno benefici per tutti.

3 No Yes man

Forma il tuo staff e tieniti vicino le persone interessate alla tua persona, non solo al personaggio che sei diventato.

Sempre di più oggi, nelle organizzazioni viene dato valore ai “rompiballe”, ai “bastian contrari”, agli “avvocati del diavolo”, alle menti critiche, ossia a coloro che ti dicono in faccia se stai sbagliando senza paura delle conseguenze.

Quelle persone sono una grande risorsa perché se tutti ti dicono bravo, sei bellissimo, vai avanti così, puoi schiantarti su uno scoglio senza che nessuno te l’abbia detto.

Meno Yes Man, più gente onesta con le palle interessata a te come essere umano e non a te come mucca da mungere.

Alcune buone domande da farsi sono:

Chi era dalla mia parte quando non ero nessuno? 

Chi ha l’onestà e la personalità di dirmi oggi anche quello che non voglio sentirmi dire?

4 Sei pagato per allenarti bene

Non per giocare!

Purtroppo molti pensano il contrario.

Questa è la fondamentale differenza da accettare e vivere nei fatti ogni santo giorno per costruirti una carriera mondiale.

Se ti alleni bene solo quando giochi o se ti butti giù quando ti mettono in panchina o in tribuna stai sbagliando tutto.

Non sei pagato per giocare, ma per allenarti sempre bene.

Se nel calcio dai al tuo allenatore anche solo una conferma in negativo delle scelte che ha fatto, gli avrai dato una ragione per lasciarti sempre fuori.

Il piangerti addosso non porta da nessuna parte.

Reagire con carattere mettendo in difficoltà il Mister per la qualità del tuo stare in campo durante gli allenamenti farà di te un Uomo ed un calciatore stimato nel tempo.

5 Rispetta i ruoli

Il presidente paga, l’allenatore sceglie, il calciatore gioca.

Il rispetto dei ruoli è alla base di ogni relazione professionale di successo.

Metti le tue energie nel gioco, pensa a proporti nel modo giusto attirando l’attenzione per come ti alleni e non per i casini che fai entrando in territori non tuoi.

Il posto in squadra va conquistato sul campo perché il successo è sempre agricoltura vecchio stile.

6 Più Linkedin meno Twitter & Instagram

Costruisciti una rete professionale basata su relazioni che durino nel tempo.

Se proprio non puoi fare a meno della tua anima social, usala nel modo giusto dando anche un volto professionale alla tua popolarità.

Pensa prima al dopo.

Vivi il calcio come una fantastica opportunità ed evita di suicidarti comunicativamente sui social network con messaggi e frasi imbarazzanti su amici, colleghi, società.

Quelle uscite emotive poco felici resteranno come una macchia difficile da cancellare perché le etichette nel calcio fanno comodo.

Se poi convinci la tua fidanzata /moglie a farsi gli affari suoi meglio ancora.

7 Capitano della mia anima

L’uomo viene prima del calciatore.

Cosa mangi, cosa bevi, quanto dormi, chi frequenti dipende dall’uomo, non dal giocatore.

Puoi fare fotocopie, raccogliere i cinesini sul campo o tirare un rigore nella finale del Mondiale, quello che fa la differenza è come vivi il tuo lavoro e le tue sfide.

Mettici la faccia, soprattutto nei momenti difficili.

Negarsi al telefono o lasciare il lavoro sporco alla mamma, al papà o al procuratore di turno non farà di te un Uomo.

Prenditi cura dei tuoi compagni, della tua squadra e dei tuoi Amici veri.

L’atteggiamento è ciò che ti farà diventare padrone del tuo destino, capitano della tua anima come Madiba.

Non sono uscito di prigione per fare agli altri quello che hanno fatto a me, ma per costruire insieme un mondo migliore.
Nelson Mandela

Questo è un grande allenamento mentale calcio!

Scrivimi
perché posso trasformare insieme a te
i tuoi obiettivi e valori nel calcio in risultati subito
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